La Medicina Motociclistica è una disciplina relativamente giovane ed in via di sviluppo.

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Come Medico del 118 e Motociclista (…guido con orgoglio una Ducati Hypermotard 796) non potevo che scrivere un post di questo genere…. Spero che vi sarà utile! Anzi no… Insomma… certe cose è sempre meglio saperle per poi non usarle, no?!… 🙂 Mary Lù Ruberto

Nel corso della nostra normale vita motociclistica, incontriamo dei medici, per esempio quelli che, con l’idoneita’ alla guida, ci permettono di fare pratica, quelli che si occupano della nostra prima frattura in moto, causata magari da un’imbarazzante caduta da fermo (!!!), o quelli a cui facciamo vedere la micosi inguinale, che ci e’ venuta per aver tenuto la tuta in pelle tutta l’estate…. 🙂
Se siamo fortunati l’ultimo dottore sara’ quello che a 90 anni ci dara’ la brutta notizia, che non possiamo piu’ andare in moto, perche’ ci mancano nove decimi da entrambi gli occhi e siamo praticamente sordi!!!
Mentre noi motociclisti pretendiamo di ignorare che prima o poi vedremo un medico, i medici si preoccupano per noi, e guardano con apprensione soprattutto alla stagione estiva, quando, come in un’epidemia, arriviamo alla spicciolata sulle ambulanze nei loro pronti-soccorso, nelle loro ortopedie e nelle chirurgie…un po’ come gli sciatori d’inverno.
I malori o i traumi motociclistici di solito non avvengono in ambienti controllati, quali le piste o le strade chiuse per competizioni autorizzate, in quei contesti il soccorso e’ organizzato e gia’ di tipo avanzato, con personale medico ed infermieristico.
Sulle strade tortuose delle Langhe, in Val Roia, sul Passo del Bracco o sul Turchino che sia abbiamo solo il soccorritore laico, il testimone che vede accadere l’incidente o il passante che si accorge per primo di un incidente gia’ avvenuto. Forse ha esperienza di primo soccorso o forse no, pero’ e’ tenuto per legge a fermarsi…
E se fossimo noi i primi ad arrivare? Noi che siamo centauri, sappiamo aiutare i nostri simili?
Senza combinare guai o farci male?

Proviamo a vedere se siamo preparati:

1) Qual’e’ il numero dell’Emergenza Sanitaria Territoriale? Facile dite? Si. E’ il 118. Ma non credete che per tutti sia scontato, per l’emozione, l’ansia, la confusione di fare una cosa inusuale come chiamare i soccorsi alla fine si chiamano prima i Carabinieri (112), magari la Polizia (113), o i Vigili del Fuoco (115), arrivando ai Vigili Urbani e persino ai Call Center di assistenza della Wind (155! Giuro che è già successo…!!!). Il concetto e’ darne l’avviso alle autorita’, quindi vanno tutti bene (tranne la Wind). In tutta Italia e’ cosi’? No, in Lombardia e’ in sperimentazione il “Numero Unico Europeo d’ emergenza 112” che ripropone quello già adottato in diversi Paesi europei. Tutte le telefonate di emergenza confluiscono in un’unica Centrale Operativa (Call Center NUE 112), qualsiasi numero di soccorso il chiamante abbia composto, compreso lo stesso 112.
2) Qual’e’ la prima, la seconda e la terza legge del soccorso? Sicurezza, sicurezza e ancora sicurezza!! Altrimenti gli infortunati potrebbero diventare in breve tempo x+n, gli n voi che sono andati a vedere e sono stati investiti dall’auto che arrivava dietro.
Ricordate che le condizioni che hanno determinato il primo incidente possono persistere e causarne un secondo: asfalto sdrucciolevole, umido o gelato, una macchia d’olio, un carico perso, un animale…Chiedetevi com’e’ la visibilita’: i veicoli che sopraggiungono vi possono vedere o siete in un punto cieco? Magari dietro una curva. Che ora del giorno e’? E’ gia’ buio? C’e’ nebbia o cattivo tempo, c’e’ fumo o polvere? Siete su una strada ad alta percorrenza e tutti vi sfrecciano a fianco, ciechi di quello che accade a bordo strada?
La maggior parte dei casi in cui curiosi o astanti sono investiti da veicoli sopraggiungenti e’ perche’ non sono visti. Avete presente i cantonieri che di notte lavorano sulle autostrade e rallentano il traffico? Ecco quelli sono equipaggiati per essere visibili, voi no!
Con tutte le cautele del caso puo’ essere opportuno segnalare l’incidente, in maniera che se l’infortunato e’ a terra, non venga ulteriormente travolto dai guidatori in arrivo, ma se state rischiando di essere messi sotto, spostatevi per mettetevi al riparo. I fari, gli abbaglianti e comunque le vostre luci non devono accecare. Se l’incidente occupa una carreggiata non occupate quella opposta, ma mantenetevi dallo stesso lato dell’ infortunato. Non dirigete il traffico!!! Non ostacolate il traffico!!! Le migliori condizioni che potete generare per un ferito e’ che il traffico gli scorra attorno. A che altro bisogna fare attenzione? Al fuoco. Le moto possono incendiarsi, immediatamente oppure a distanza di tempo. Quindi alla larga dai carburatori.
E comunque….Sicurezza!
3) Quando e’ il caso di chiamare i soccorsi e prestare aiuto? L’articolo 593 del Codice Penale: Omissione di soccorso, sanziona chi non protegge corpi umani che sembrino inanimati, persone ferite, persone che necessitano di assistenza, persone incapaci di provvedere a se’ stesse. Per orientarvi, i corpi che sembrano inanimati corrispondono, in termini medici, agli arresti cardio-respiratori, e, che sia stato un incidente o un malore, il pilota rimane a terra, non si alza, non vi vede, non vi sente e non vi parla, non si muove, e peggio di tutto, non respira. Nessun dubbio, e’ un merdone, una vera emergenza. Chiamate il 118 e prestate soccorso come indicatovi al telefono.
Un corpo puo’ sembrare inanimato anche quando il pilota, dopo l’incidente, rimane svenuto. Ma rispetto alla situazione drammatica dell’arresto cardio-respiratorio, il paziente respira. Si tratta di un’urgenza, chiamate il 118 e prestate soccorso.
A parte questi frangenti, il motociclista che dopo l’incidente si muove, puo’ essere ferito. Dove e’ ferito? Quanto e’ ferito? Possiamo dire che alcuni fattori possono farci propendere per un incidente piu’ o meno brutto, ma rispetto agli incidenti in macchina non e’ possibile predire con la stessa confidenza le lesioni dei motociclisti. Percio’ e’ meglio non sottovalutare. Diciamo che in generale un low side e’ meglio di un high side, che pero’, anche in un low side, essere colpiti dalla propria moto, dopo la caduta, o da un’altra moto o da una macchina, aumenta il rischio di essersi fatti veramente male. Colpire il marciapiede e’ brutto o no? Dipende se arresta la caduta o si trasforma in un trampolino di lancio. Nell’incidente e’ peggio perdere il casco o uno stivale da moto (correttamente indossati)? E’ peggio perdere lo stivale, significa che ci siamo fatti veramente male alla gamba (tipo fratture multiple o amputazione), mentre il casco puo’ sfilarsi e danneggiarsi grandemente senza che necessariamente ci sia un brutto trauma cranico o della colonna cervicale. E’ possibile non accorgersi che il motociclista ferito ha bisogno di assistenza o e’ incapace di provvedere a se stesso? Si, il paziente puo’ dimostrarsi, con le sue ultime forze, un inveterata testa di cazzo…Politraumatizzato, confuso e contuso, ma pieno di adrenalina, potrebbe andare a vedere come sta la sua moto. Tentare, anche con due femori rotti, di tirarla su. Oppure di rimettersi in sella. Non fatevi ingannare, chiedetevi se vi sembra confuso, se la risposta e’ si chiamate il 118 e prestate soccorso.
4) Quanti feriti ci sono?
Guardate di nuovo la scena, contate quante moto ci sono e quanti motociclisti. Ad ogni moto deve corrispondere almeno un motociclista. Se c’e’ solo il motociclista, cercate di capire dov’e la sua moto, che non sia finita addosso a qualcuno! Se c’e’ solo la moto, guardate sotto il livello della strada, nel prato accanto, anche nei fossi e nelle bialere. Infatti i motociclisti possono anche “volare” quando vengono proiettati o disarcionati dalle loro cavalcature. Non dimenticate di chiedere di eventuali zavorrine, zavorrini e passeggeri e se sono coivolte delle macchine contatene i passeggeri. A cosa serve tutto cio’? A far arrivare sul posto un numero adatto di soccorritori
5) Se fosse necessario spostare un motociclista da terra, sapreste come fare? La risposta nella prossimo post.

…Continua…

 

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Sono una Dottoressa in Medicina che lavora per il 118 del Piemonte. Nel tempo libero sono appassionata di Fitness e di Motociclismo.
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